giovedì 30 giugno 2011

Scandaloso caso di abuso edilizio a Torino.


CronacaQui Torino di giovedì 30 giugno 2011 - pag 17


Vi sottopongo un palese caso di abuso edilizio in corso d'opera. Da denunciare pubblicamente e provvedere subito alla sua rimozione!

La segnalazione mi è pervenuta dal titolare dell'Hotel Castello di via Verolengo 202, Torino (fronte via Pianezza), che è stato coinvolto dai lavori di ristrutturazione di un terrazzo, parte comune tra l'hotel stesso e l'edificio adiacente. 

L'immobile in questione è di proprietà di un egiziano che ha avviato un cantiere di lavoro per la copertura totale del terrazzo, per ricavarne un altro appartamento.

Il problema è che la documentazione in suo possesso non gli da alcun diritto ad agire in tal senso, prevede infatti solo l'avvio di lavori per la disposizione di un pergolato sul terrazzo. 

Oltre alla totale assenza di permessi e piani di fattibilità da parte di Comune e altri organi competenti (per la messa in sicurezza dell'opera e l'autorizzazione per il montaggio dell'impalcatura, ecc...), l'egiziano ha completamente chiuso una finestra di proprietà dell'hotel, a cui si affaccia il bagno di una delle camere, e si è totalmente attaccato con la sua costruzione in ferro e mattoni a muri che non sono di sua proprietà.

Insomma... uno scandalo in un paese civile e pieno di norme e regolamenti come il nostro!!!!

La procedura che occorrerà attivare immediatamente è ex art 1171 c.c. (codice civile) "Azione per denuncia di nuova opera" o un ricorso d'urgenza ex. art 700 cpc (codice procedura civile). Di sicuro in poche settimana in problema verrà risolto e la struttura con il relativo ponteggio del cantiere, tutto smantellato.

Guardate qui di seguito le foto di come era prima dei lavori e come è ora: 













mercoledì 27 aprile 2011

Sosteniamo la battaglia di ambulanti e artigiani contro le vessazioni di Equitalia e del Durc...

Oggi, mercoledì 27 aprile 2011, dalle 10 a oltranza resterò in mezzo agli ambulanti e agli artigiani che manifestano davanti alla sede del Consiglio regionale del Piemonte contro le vessazioni di Equitalia e del Durc, il documento unico di regolarità contributiva, che in tempo di gravi difficoltà per il commercio e di calo dei fatturati, sta mettendo in ginocchio il mondo dei mercati rionali e dell'artigianato.
Senza questo documento infatti gli artigiani non possono chiudere contratti ed eseguire lavori a privati e pubblica amministrazione. 
Gli operatori ambulanti invece rischiano il sequestro della merce esposta e il ritiro della licenza di vendita al primo controllo da parte dei vigili urbani e delle autorità preposte.
Possibile che uno Stato, che si definisce dalla parte del cittadino, non sia in grado di garantire e tutelare il primo e fondamentale principio della nostra Costituzione, che recita che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro?
Dove arriveremo di questo passo? Come garantire un futuro dignitoso alle famiglie italiane e ai loro figli?
I politici che hanno ruoli di governo attuino immediatamente tutti i provvedimenti necessari per permettere a queste categorie di lavoratori autonomi di saldare il loro debito con lo Stato, senza applicare tassi da usura e senza attivare quelle procedure esecutive che li rendono indifesi e inermi nei confronti dello Stato stesso, quali il fermo amministrativo sui beni strumentali (usati per lavorare e produrre reddito), il pignoramento del conto corrente, la vendita all'asta dell'immobile di proprietà.

martedì 12 aprile 2011

Le priorità del mio programma per Torino 5° punto: abbattiamo le tariffe delle tasse locali, nel nostro Comune sono tra le più alte d'Italia.

Acqua, rifiuti e trasporto urbano pesano come una zavorra sul portafoglio dei torinesi senza lasciare tanta scelta. 
Sono "tasse occulte" che impoveriscono inesorabilmente le classi medio-basse. 
A Torino le tariffe di questi servizi pubblici sono cresciute più dell'inflazione. 
E tutto per far quadrare conti e bilanci, penalizzati anche dal taglio dei trasferimenti ad opera del Governo centrale. 
Presto a Torino il prezzo del biglietto dell'autobus aumenterà del 20%, anche se al momento non c'è alcun documento formale.
La Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) a Torino costa in media all'anno 190€ a famiglia, il costo dell'acqua potabile è salito del 50% negli ultimi dieci anni. 
E' aumentata la Cosap (Canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche), basta chiederlo ai titolari di bar e altre attività che allestiscono i dehors durante la bella stagione!
E' aumentata anche la Cimp (Canone sulle iniziative pubblicitarie)... 
Per non parlare del plateatico che pagano gli operatori ambulanti sui mercati di Torino, rispetto invece alle tariffe più basse di Comuni come Genova o Milano.
E quello che più stride con questi aumenti è proprio l'andamento della produttività, delle vendite al dettaglio e dei fatturati in generale: in netto calo negli ultimi anni.
Solo se si diminuiranno le tariffe di questi servizi pubblici si potranno salvare le attività e i bilanci di migliaia di famiglie torinesi.
E per abbattere le tariffe occorre prima di tutto ridurre gli sprechi. 
Due presi a caso tra quelli più eclatanti: i 30 milioni di euro che il Comune di Torino paga ogni anno per riscaldare edifici vuoti e strutture abbandonate e i 25 parcheggi interrati gestiti da GTT che vengono occupati in media solo per il 50% della loro capienza totale, pur costando al Comune cifre spropositate per la realizzazione, la manutenzione, il personale e la tecnologia...



martedì 5 aprile 2011

Le priorità del mio programma per Torino 4° punto: digitale gratuito, zone wi-fi ovunque in città.

Torino è una delle città d'Italia più arretrate in quanto a uso di internet: 4 torinesi su 10 non l'hanno mai usato e si dichiarano analfabeti informatici.
Io mi batterò per avere una città con una connessione senza fili GRATUITA perché non sopporto il ricatto e la supremazia dei grandi gestori che obbligano a sborsare denaro per usare le costose connessioni dei telefoni cellulari.
Sappiamo tutti ormai che la libertà di utilizzare la rete è diventata in tutto il mondo sinonimo di civiltà e democrazia, tanto che in diversi Paesi la negazione dei diritti va di pari passo con il controllo o la limitazione nell'accesso a internet.
Molti esercenti, alberghi, gestori di spazi pubblici hanno affrontato la difficile impresa creando nei loro spazi dei punti di accesso wi-fi. Ma tanti altri a Torino hanno desistito, scoraggiati davanti alle pesanti incombenze burocratiche.
E' mia intenzione abbattere queste barriere e attivare nuove regole e procedure per facilitare l'utente/cittadino. Farò in modo che ogni edificio di pubblica utilità e ogni centro di ritrovo e aggregazione abbia una rete wi-fi free e costituisca un'area abbastanza vasta da ridurre al minimo le zone pubbliche scoperte e a pagamento. Torino non sarà più la capitale del Medioevo digitale!!

giovedì 24 marzo 2011

Fare politica è anche denunciare casi di degrado e di sprechi dell'attuale amministrazione...

Torino, Circoscrizione 5 - Lucento, Vallette - triangolo compreso tra i Corsi Grosseto, Cincinnato e strada Altessano. Inevitabile per me denunciare lo stato di degrado delle strade, delle strutture e dei giardini di questa zona della città in cui vivo.
I residenti si sentono abbandonati a se stessi, con problemi di sporcizia, delinquenza, assenza di igiene e decoro urbano. In più convivono con un impianto sportivo il cui progetto risale a più di 10 anni fa, quasi ultimato, ma mai aperto e ora ridotto a discarica di rifiuti e ritrovo per tossici e prostitute.
Una struttura con spogliatoti, palestre, zona bar, servizi, sale riunioni, magazzini per il deposito delle attrezzature, aree esterne adibite a campi da calcio e da basket. Il tutto per un totale di quasi 3000mq in stato di totale abbandono, che però rappresentano un costo per il Comune e la Circoscrizione. Tra le spesa infatti c'è quella di un addetto alla vigilanza 24h su 24, per evitare che malintenzionati rubino i materiali nuovi custoditi all'interno e inutilizzati.

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